Warning: A non-numeric value encountered in /home/nuoverad/public_html/wp-content/themes/Divi2.6.2/functions.php on line 5752

 

Lo zafferano

 

Lo zafferano vero (Crocus sativus) è una pianta della famiglia delle Iridaceae, coltivata in Asia minore e in molti paesi del bacino del Mediteraneo. In Italia le colture più estese si trovano nelle Marche, in Abruzzo ed in Sardegna; altre zone di coltivazione degne di nota sono l’Umbria, la Toscana e la Basilicata. Dallo stimma trifido del fiore si ricava la spezia denominata “zafferano”, utilizzata in cucina ed in alcuni preparati medicinali. La parola zafferano deriva dalla parola araba za῾farān.

 

La coltivazione dello zafferano nella valle dell’Aso

 

Coltiviamo lo zafferano su un pianoro sabbioso situato nelle campagne del comune di Petritoli a 350 metri sul livello del mare. La fedeltà ai metodi di coltivazione delle migliori tradizioni fa si che possiamo ottenere ogni anno un prodotto di alta qualità con caratteristiche di aroma, colore e sapore molto concentrate.

La produzione annuale si svolge principalmente in tre momenti: 

In primavera vengono effettuate delle concimazioni organiche nei campi destinati alla coltivazione, attualmente utilizziamo in maniera preponderante letame bovino a mezza maturazione. Oltre a fornire materia organica di qualità al terreno sabbioso, che normalmente tende a lasciare andare i nutrienti con le piogge, le grandi quantità di azoto rilasciate favoriscono una rapida crescita delle erbe spontanee che vengono periodicamente tagliate e lasciate a macerare sul terreno fino al momento della piantumazione.

Alla fine di Luglio \ inizio di Agosto, arriva il momento di cavare da terra i bulbi che dopo la raccolta autunnale hanno moltiplicato il loro numero e le loro dimensioni sottoterra. Dopo la raccolta è fondamentale il processo di pulizia e selezione. In questo modo vengono eliminati manualmente i bulbi attaccati da funghi (principalmente fusarium oxysporum e rhyzoctonia) o danneggiati. La procedura avviene a mano con molta cura e delicatezza, i bulbi estratti vengono puliti e “svestiti” dei residui del vecchio ed analizzati singolarmente per verificarne le buone condizioni. I bulbi vengono poi trapiantati in solchi nel terreno preparato durante la primavera dividendoli in file a coppie. Ogni bulbo produce 3-4 fiori.

Tra la seconda metà di Ottobre e la prima metà di Novembre arriva il momento più bello, ovvero quello della raccolta. Questa si svolge obbligatoriamente la mattina all’alba. Un’accortezza per evitare che i fiori, aprendosi con le prime luci del giorno espongano i pistilli all’aria, alla rugiada o alla pioggia. I fiori vengono quindi raccolti chiusi e poi aperti manualmente durante la sfioratura. Questa va eseguita velocemente ma cercando di toccare il meno possibile i pistilli i quali vengono recisi con l’unghia e poggiati direttamente sulle grate dell’essiccatoio dove vengono subito disidratati a temperatura costante e controllata.

 

 

 

 

 

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien