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Il Bambù

 

Il bambù è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle graminacee le cui forme e dimensioni presentano un enorme numero di varianti: dalle specie nane (30 cm) ai giganti che raggiungono e superano i 30 metri di altezza. Il bambù cresce in zone climatiche anche molto differenti tra loro, dalla giungla alle più alte zone montuose. Vengono comunemente divisi in due categorie principali a seconda del tipo di radice che possiedono. 

I “runners”, diffusi ampiamente nelle aree climatiche temperate, possiedono radici vigorose che si espandono lateralmente emettendo nuovi culmi distanti anche molti metri dalla pianta iniziale. Alcune tra queste specie sono veramente molto resistenti al freddo. 

I “Clumpers” hanno una struttura radicale corta e formano dei cespugli che lentamente si ingrossano fino a raggiungere, in alcuni casi, dimensioni veramente considerevoli. Queste piante, eccezion fatta per alcune specie, tipo la Fargesia, sono quasi esclusivamente presenti in aree tropicali.

Il bambù, oltre ad essere molto apprezzato come pianta ornamentale, alimenta delle vere e proprie industrie in alcuni paesi orientali e sta rapidamente facendosi largo anche in Europa e negli USA come risorsa rinnovabile con alto potenziale di sfruttamento, per la qualità e il potere calorifico del suo legno, le proprietà nutritive dei germogli, la resistenza e la flessibilità dei culmi etc..

Per ovvie ragioni, legate al clima, in Europa vendono attualmente coltivate diverse specie di bambù a radice rizomatosa strisciante della specie Phyllostachys, in particolare destano molto interesse alcune specie “giganti” del gruppo.


La nostra produzione di Phyllostachys Edulis (MOSO)
 

 

Da 3 anni portiamo avanti nei nostri vivai un’intensa produzione di piantine della specie gigante Moso a partire dal seme. Un processo piuttosto lungo se paragonato alla classica divisione di rizoma ma estremamente interessante e che sta dando dei risultati veramente inaspettati. Il processo prevede l’utilizzo di pochi trattamenti organici che servono per compensare la crescita della pianta in vaso piuttosto che in terra e il dilavamento dei nutrienti dai terricci a seguito delle frequenti innaffiature con acqua dura. Non somministriamo ciclicamente concimi chimici poiché questi tendono si, a diminuire i disagi nelle piante e a favorirne la crescita, ma fanno anche in modo che vi sia un’uniformità nella produzione. Se questo fatto ha risvolti positivi nelle normali produzioni vivaistiche nel nostro caso “salverebbe” le piante a crescita meno rapida, e con una minore vigoria inziale, un fattore deleterio per la selezione. Si comincia con la delicata fase di germinazione dei semi in apposite strutture a temperatura ed umidità controllate che avviene in una settimana circa. Fra le migliaia di germogli che spuntano vengono travasati in piccoli contenitori tutti quelli che non presentano problemi di crescita o forti deformazioni. La seconda fase di trapianto, che avviene dopo circa 4 mesi comporta già lo scarto delle piantine più esili e a crescita più lenta, mantenute principalmente a scopo ornamentale. Con un terzo ed ultimo passaggio di vaso si ottengono piantine molto resistenti, che crescono piuttosto velocemente e quindi pronte per la piantumazione in campo. Il tempo che occorre per l”intero processo occupa da i 10 ai 12 mesi.  

 

 



Creazione di impianti

 

Abbiamo avuto modo di piantare numerosi boschi di bambù gigante su aree più o meno estese e in diverse zone d’Italia con dei risultati molto positivi. Le piantine di un anno attecchiscono molto bene e sono già estremamente resistenti ai fattori climatici avversi. La cura delle piantine nei primi anni di vita è fondamentale per far si che sviluppino il più rapidamente possibile. Per questa ragione continuiamo a seguire chi impianta un bosco anche negli anni successivi alla messa in opera, cercando inoltre di creare una rete fra i possessori di boschi di bambù allo scopo di condividere il maggior numero di informazioni possibile sugli sviluppi delle coltivazioni nelle diverse zone d’Italia. Il sesto d’ impianto consigliato con le nostre piantine prevede il posizionamento di una pianta ogni 4 metri lineari. Ogni pianta madre avrà la possibilità di sviluppare la propria radice nei primi anni in 16 m2. Questo tipo di sistemazione permette una facile lavorazione tra le file per lo sfalcio delle infestanti, agevola la concimazione, fondamentale per una crescita ottimale, ed evita una densità eccessiva di canne molto piccole già dai primi anni, favorendo il riscaldamento del terreno nel periodo di formazione dei germogli che per il Moso equivale alla primavera. Da parte nostra sconsigliamo densità superiori a 600 piante per ettaro con piantine di un anno. Fondamentale risulta inoltre dotarsi di un impianto di irrigazione a goccia. Le piante del genere Phyllostachys, il Moso in particolare, beneficiano enormemente di una costante irrigazione in particolare nel periodo che va dalla fine di Giugno all’ inizio di Settembre; inoltre avere la possibilità di utilizzare la fertirrigazione nei primi anni di crescita si è rivelato un aiuto prezioso e spesso determinante per una crescita esplosiva.

 

 
Usi del bambù

Il bambù è una pianta estremamente versatile e adatta alla coltivazione. La sua polivalenza lo pone, oltre che tra le più apprezzate piante ornamentali da esterno, anche e sopratutto tra le nuove colture da reddito che stanno ultimamente prendendo piede sia negli USA che in Europa in un momento molto particolare per l’agricoltura. Da una piantagione è possibile raccogliere e vendere i grossi germogli freschi in primavera e all’inizio dell’estate, o trasformarli per fare delle conserve. In autunno e durante l’inverno è possibile tagliare e vendere i robusti pali di legno. Le cime degli alberi tagliati (foglie e piccoli rametti) possono diventare un buon integratore per l’alimentazione del bestiame. Il bambù è un’ottima soluzione per terreni soggetti ad erosione e funge da ottima schermatura, visiva e fisica, diventando anche un incredibile frangivento e coltura di protezione per altre più fragili. Un’azienda agricola che intendesse fare delle produzioni sostenibili troverebbe un grande alleato in un bosco, anche piccolo, di bambù. 

 

 

 


Tasso di crescita del Moso

 

Seppure le variabili che influenzano il tasso di crescita di una pianta di bambù e delle piante in generale una volta trasferite dal vaso al campo siano veramente numerosissime abbiamo cercato, tramite l’incrocio di dati provenienti da coltivatori di bambù da varie parti del mondo e da articoli specifici sull’argomento, di creare una curva di crescita verosimile per il Moso in buone condizioni di coltivazione. Si tratta chiaramente di una media, lo sviluppo è sempre condizionato dal ph del terreno, dal quantitativo di sostanza organica, dalla matrice del terreno e dal clima generale del territorio; ultimo fattore ma non meno importante è la cura del coltivatore. 

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